Non è che sono sparita, no no. Ci sono: non qui ma altrove, perlopiù! Che sto facendo? Il mestiere più difficile (ripeto: difficile. Non ho detto antico) del mondo: vivere. Vi pare poco? A me, in questo momento, pare addirittura troppo. Stanno succedendo troppe cose, tutte assieme, tutte brutte, e fra poco sento che collasserò su me stessa.
Se esista una libro-terapia, questo non ve lo so dire. Esiste forse una dipende_dal_libro-terapia: ma in questi giorni non funziona nemmeno quella, con me. Che ci possiamo fare? Assolutamente nulla.
Ma un libro lo sto leggendo, anche se con enormi difficoltà di concentrazione e molto a rilento. Mi spiace perché così sembra che non sia bello, o sia palloso. Non è così, anche se forse lo ricorderò sempre come il libro di questi maledetti giorni.
Ci sono giorni nella vita in cui bisognerebbe semplicemente stare fermi e invisibili, per non dovere per il resto della vita associare a quel tempo determinati vestiti indossati, piatti consumati, persone incontrate, odori annusati.... e libri letti.
Sto leggendo, tanto perché lo sappiate, Latte di Christian Raimo. Lui è uno di quei tipi giovanissimi ma con un c.v. di tutto rispetto, e solo per questo lo ammiro. Quanto al libro, beh, per un parere personale sul libro dovrete aspettare un po'. Se non leggerete mai nulla su "Latte" in questo blog, una delle possibilità è che non mi sia piaciuto.
Qualcuno più esperto di me m'ha detto che certe categorie di scrittori non vanno mai stroncate. Meglio il silenzio (omertoso?).
E ogni tanto (anzi: una tantum) proverò a dargli retta.
Ora vado.
Take care of yourselves!
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