martedì, maggio 02, 2006

UFFICIO PRESTITI

Mi è molto piaciuta un’affermazione di Diliberto, rispetto alla corsa alle poltrone di ministro.
Ha sbrodolato anche lui la sua lista di nomi, aggiungendo: Io non chiedo, cerco di dare.
Mi sembra questo il modo di fare politica: cercare di dare qualcosa al Paese, a questa Italia che sembra stia passando alla moviola anziché in diretta, veloce come le menti degli abitanti che l’hanno fatta grande e luminosa come i suoi scorci migliori.

(“non donna di province ma bordello”, direbbe qualcuno)

Fatta questa esternazione politica (peraltro NON ho votato quelli di Diliberto, ma un Gianni Minà agli Esteri non mi dispiacerebbe affatto: direi che va bene tutto tranne quelli – e quelle- della Margherita, ad eccezione di Rosy Bindi, grande donna) dovremmo parlare di libri, giusto?
Ecco, vi parlo dei libri che non ho più.
Come sapete, io i libri li presto volentieri.

[Con il tempo ho capito quanto sia bello possedere i romanzi letti, per rileggerli, per ricordare di averli letti. E ho capito quanto sia bello leggere libri di proprietà, per poter segnare a matita qualche passo particolarmente significativo.
Ma ancora oggi sono mooooolti di più i libri letti dopo averli presi in prestito in biblioteca di quelli acquistati personalmente. Fra qualche anno ci sarà, forse, il sorpasso.]

Le categorie dei lettori-a-prestito sono le seguenti:

a. Quelli che vengono a casa e dicono “Non è che hai qualche libro da prestarmi?”, aprono la libreria e si prendono due-tre-quattro libri in un colpo solo.
A questo insieme appartiene al momento un solo elemento, M.
Ieri sono stata a casa di M., sono stata nella sua libreria (M. ha una stanza con: libreria, poltrona reclinabile, stereo e null’altro. Un sogno). Tra le sue centinaia di libri di fantascienza sono riuscita a individuare uno solo dei miei. Se li avessi visti tutti, li avrei presi e avrei detto. “Questi me li porto via, ok?”. Invece uno era in bella vista, degli altri due nessuna traccia. Dove diavolo saranno finiti? In seconda fila? A casa di qualcun altro? In pasto ai suoi cani (orrore!)?

b. Quelli che appena sentono che hai letto il tal libro ti dicono: “Me lo presti?”.
Solitamente stanno leggendo qualcos altro, prendono il tuo libro per appoggiarlo sul comodino e dimenticarsene per mesi.
Quando provi a chiedere, dopo un anno, ti dicono “L’ho iniziato in vacanza l’estate scorsa” e non accennano minimamente alla restituzione, a quando avverrà, a come avverrà, se ci sarà un party speciale per l’occasione. Devi solo sperare in un invito a cena per infilarti in camera e riprenderti il maltolto con un atto molto proletario e un po’ BR.
Ah, l’esempio tipico della categoria b. è D., che ha in ostaggio un mio solo volume.

c. Quelli che ti dicono “Senti, ho visto che è uscito un libro di XYZ. Sembra interessante e so che lui ti piace. Quando lo comperi che dopo me lo presti?”
Questa è la categoria degli scrocconi veri e propri, non necessariamente tirchi, più spesso pigri. A questa categoria fa sempre parte D., lo stesso D. di sopra. Al momento non ho ancora sganciato nessun libro chiesto in questo modo. Resistere! Resistere! Resistere!.

d. Quelli che te la sei voluta.
Parli con uno, dice un sacco di cose ingiuste, lui è il tuo capo, e gli dici: Ti farebbe bene leggere il tal libro.
Lui, tirchio, ti dice: Sembra interessante, brava la mia sottoposta, che me lo presti?
E tu: OK, e il giorno dopo già gliel’hai portato, povera-illusa-che-credi-che-davvero-leggendolo-cambierà.
Risultato: il libro è ancora sul comodino, per quanto ti sembri difficile immaginare lui, the boss, che in boxer a righe e maglietta della salute dorme come tutti i comuni mortali.
Quando a distanza di un anno, gli chiedi (non è necessario farsi coraggio, quando si ha una faccia tosta come la mia) se pensa di restituirtelo o meno, ti dice: “Lo sta leggendo mia moglie”.
Ricorre in questi giorni il secondo anniversario del primo e ultimo prestito al mio capo.
“Il mio libro sta bene?” ho chiesto venerdì con fare ironico.
“Sì sì, è sempre sul comodino. Magari lo porto al mare quest’estate”.
Eh già, un po’ di iodio non potrà fargli che bene.
Per non parlare della sabbia e dell’acqua salata.
Se ne riparla l’anno prossimo.

e. Quelli che si dimenticano che non è loro (nonostante il nome e l’ex libris). E lo prestano ma non si ricordano a chi.
Esemplare più significativo: T. Non ho parole.
Con T. ho un debito enorme, e quindi non protesto, ma avviso chiunque altro pensi di compiere un atto del genere: non resterà impunito.


f. Quelli che ti dimenticavi persino che esistessero, e ti scrivono per dirti che si sono ricordati di avere un tuo libro, ti chiedono l’indirizzo per la spedizione (non sanno nemmeno più con certezza in quale città tu viva, ora).
Che rispondergli, se non “Tienilo ancora un po’. Forse così, magari, un giorno ci riabbracceremo”?

Che romantica l’aggiornalista.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

cara la mia aggiornalista..vista la tua risposta elusiva alla mia richiesta di commenti su quel libro che mi interessava, ho pensato bene di comprarmelo!!!..sto per finirlo e non vedo l'ora di poter contraddire la tua recensione sul blog!

Anonimo ha detto...

che me lo presti, allora?!
eheh, scherzi a parte: colpita e affondata!

l'agg