Una breve nota.
Ho letto "Tutto su mia nonna". Chi l'ha letto, chi me l'ha consigliato, chi l'ha amato, chi l'ha detestato, chi l'ha scritto se possibile dica la sua.
Sono duecento pagine scritte abbastanza in grande, quindi leggerlo è stata una operazione rapida e tutto sommato indolore, visto che è un libro facile e, a modo suo, divertente.
Ma benedetta la volta che ho deciso di non spendere i 13,50 euro della quarta di copertina e di prendere il libro in prestito in una biblioteca.
Il libro manca di una struttura e persino di un'idea centrale; è un'accozzaglia di aneddoti e riflessioni buttati lì a casaccio.
Come ho già detto, la lettura è piacevole, ma Einaudi (Stile Libero) dovrebbe saper distinguere un romanzo da un po’ di appunti ammucchiati in fretta e fatti pubblicare con superbia.
Cara Silvia Ballestra, la tua parlata ascolana mi ha fatta sorridere, qualche particolare di tua nonna mi ha fatto ricordare la mia e qualche riflessione sulla figura del lettore mi ha fatta meditare.
Ma un (bel) romanzo è un’altra cosa. Rileggiamoci tutti, per piacere, “Lessico Famigliare”.
L’agg
p.s. sto terminando un libro che ho accantonato un attimo per leggere Ballestra. Si chiama “On writing- Autobiografia di un mestiere” ed è opera di Stephen King. Forse sono le sue osservazioni così vere sulla missione dello scrittore a rendermi così critica. Ne parleremo presto.
Intanto, scrittori di tutto il mondo, leggetelo.
p.p.s. E ricordate tutti la regola elementare di non mettere mai, dico mai (tranne ovviamente per delimitare incisi et similia), la virgola tra soggetto e predicato.
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