domenica, dicembre 11, 2005

DIFFIDATE DELLE IMITAZIONI

Più che una nota è un invito, e di quelli accorati.
Chiunque faccia lo scrittore, si creda uno scrittore, voglia diventare scrittore legga On writing: autobiografia di un mestiere di Stephen King.
Non sto qui a recensire questo libro, sebbene ne varrebbe la pena. Non lo faccio perché lo considero un libro di testo, e recensirlo richiederebbe quindi cura e una organizzazione di cui in questo momento non dispongo.
Ma è, appunto, un libro di testo, una specie di Bibbia con la quale chiunque, lettore e scrittore, dovrebbe confrontarsi.
La tesi dell’opera è già nel titolo: quello di scrittore non è una (insana?) passione, un hobby, una nobile vocazione. E’ un ME-STI-E-RE.
E come tutti i mestieri (sottolineo “tutti”) ha delle regole di base.
Volete che ne citi un paio a mo’ di esempio?
1. La conoscenza della grammatica.
2. La ricerca di una parvenza di unità.


Dice King:
“Lasciatemelo ripetere: non dovete affrontare alla leggera la pagina bianca.
Non vi chiedo di affrontarla con timore reverenziale o senza dubbi; (…). Ma si tratta di scrivere, dannazione, non lavare la macchina o mettersi l’eyeliner. Se sapete prenderlo sul serio, abbiamo da fare insieme. Se non potete o volete, è ora che chiudiate il libro e vi dedichiate a qualcos’altro.
Lavare la macchina, magari.”

Non tutti siamo portati per tutti i mestieri (io come parrucchiera, ad esempio, sarei una frana).
Chiudiamo con un'altra perla:
"sebbene sia impossibile estrarre uno scrittore competente da un cattivo scrittore, e sia ugualmente impossibile tirar fuori un grande scrittore da uno bravo, è invece possibile, con molto duro lavoro, dedizione e aiuti tempestivi, trasformare in bravo uno scrittore che è solo competente.".

Aspetto i vostri commenti.

Nessun commento: