martedì, dicembre 06, 2005

l'abiblioteca

Qui al Nord si cena presto, si sa.
E quando ho invitato un amico a cena e gli ho detto "io sono a casa, vieni quando vuoi", in verità non intendevo esattamente "quando vuoi": ma hanno ragione gli uomini, quando di noi fanciulle dicono che non siamo mai chiare. "Sto bene" potrebbe voler dire sia "sto bene", sia "come puoi pensare che stia bene?! Ma mi vedi?!", tanto per fare un esempio.
Comunque la cena è pronta, le candeline si stanno consumando sul tavolo, Alanis Morissette canta "Flinch", e io - che non ci vedo più dalla fame ma resisto sennò poi a tavola si pensa sia una innapetente- ho il tempo per un piccolo post.
Soddisfatti?

Se avete letto i commenti al post precedente, saprete che, dopo qualche mese, mi sono convinta a portare in casa "Tutto su mia nonna" di Silvia Ballestra.
Ultimamente sono alle prese con un libro che non riesco a finire per mancanza di tempo, non di voglia, ma che domani finirò di sicuro. E allora si porrà il problema: Ballestra sì o Ballestra no? Proprio non mi va, ma a volte mi pare di fare bene a fidarmi dei consigli di amici-parenti-e-conoscenti. Giusto per vedere cos'è un capolavoro secondo loro, mica per altro.
Ma stavolta mi sono fatta furba: niente acquisti, per quelli c'è sempre tempo, ma una capatina in biblioteca.
Era un po' (un anno e mezzo) che non mettevo piede in una biblioteca: vi si respira il senso del libro come mezzo anziché come merce, e lo si ritrova in un attimo. Ci avete mai fatto caso?

Quando si entra in una biblioteca, non si guarda il prezzo dei libri.
Quando si entra in una biblioteca, si sta in religioso silenzio.
Quando si esce da una biblioteca, non si pensa mai di aver fatto un cattivo affare.
Quando si esce da una biblioteca, non si esce mai impoveriti.

Vi pongo una domanda: secondo voi in biblioteca ci vanno solo poveri, studenti, tirchi, persone con la casa troppo piccola per contenere tutti i libri che leggono? O chi altro? Voi ci andate? Perché?

Ora Ballestra è lì sul comodino, ma ahimè dalla biblioteca è uscita in compagnia di David Grossman e il suo "Col corpo capisco" e dovrà combattere per entrare per prima nel mio cuor. Ma se non ci entrerà per prima ci entrerà per seconda. Ed ho un mese di tempo per finire due libri. Poi finisce il prestito. La biblioteca è quindi anche un incentivo alla lettura.

Il mio ospite ha chiamato che ritarda ancora. "Ma porto il dolce!". Lo perdoniamo, che dite?

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