giovedì, ottobre 09, 2003

Appuntamento a Belleville

Periferia di Parigi, fine anni Cinquanta-primi anni Sessanta [presumo dalle date sulle foto appese al muro della casa dei protagonisti].
In una casa buffa presto piegata dal passaggio di una linea ferroviaria vivono un bimbo orfano (Champion) e la sua nonna (Madame Souzan). Il piccolo è sempre triste e la nonna non sa porre rimedio a questo suo cruccio. Prova dapprima- benché senza apparente successo- con un dolcissimo cucciolo di cane (Bruno) e poi, dopo aver scoperto i ritagli di giornale con Coppi, Bartali & C. sotto il letto del nipote, una bicicletta. La svolta.
La vecchia e il bambino iniziano ad allenarsi con continuità e, a modo loro, con entusiasmo, finché, passati un po' di anni, il giovane Champion è pronto per partecipare al Tour de France, dove viene rapito da mafiosi di Belleville e deportato oltreoceano.
Ma la nonna, anche se zoppa cieca anziana e barbuta, non demorde e grazie alla collaborazione del cane Bruno e delle amiche "Le triplettes de Belleville" mette in atto un piano per ritrovarlo.

Il tutto, con sole tre battute (una all'inizio, una alla fine e una nel mezzo molto significativa - No money, no hamburger-) ma tanta musica.

Un cartone animato assolutamente da non perdere.
I disegni, per lo più sui toni del beige, sembrano dei preziosi acquerelli, la colonna sonora davvero curata e originale.
Un'opera struggente di un formidabile genio.

Se siete a Milano, consiglio la visione al cinema Arti di Via Mascagni (piazza 5 giornate): non è particolarmente comodo, ma dà solo cartoni animati, e si vede: vi sembrerà di essere tornati bambini, e di essere di nuovo all'asilo!

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