Lista aggiornata delle mie scoperte letterarie, musicali, cinematografiche, culinarie e non solo.
by laggiornalista@supereva.it
giovedì, settembre 04, 2014
HELLO FRIENDS!
Dove eravamo rimasti? Alla morte di David Foster Wallace, già... Quasi sei anni fa, l'anniversario ricorre proprio in questi giorni. Impossibile dimenticarlo.
In sei anni ho letto numerosi libri, di genere e con umore diversi a seconda dei periodi.
Ho fatto soprattutto una scorpacciata di gialli svedesi, Mankell e il suo commissario Wallander in testa, e ho scoperto l'opera meravigliosa, e solo in parte tradotta in italiano, del norvegese Karl Ove Knausgård, il Proust nordico dei giorni nostri, alquanto figo (al momento mi sfugge se fosse altrettanto figo anche il povero Marcel).
Tra le letture di quest'ultima estate, segnalo Hello daddy di Claudio Rossi Marcelli, che racconta con simpatia e leggerezza la storia vera di una coppia gay, composta da Claudio - l'autore - e Manlio, che decide di avere un figlio (alla fine del libro sono tre).
Il tema è assolutamente caldo e non voglio esprimere qui la mia opinione, ammesso che interessi a qualcuno.
Però inviterei chiunque a leggerlo innanzitutto perché è un bel libro, e poi perché forse, al di là dei nostri principi, concetti e preconcetti, sentire la voce di chi una situazione la vive fa sempre bene. Così come fa bene farsi sfiorare dal pensiero di poter cambiare idea.
Un altro libro che ho letto è Una notte ho sognato che parlavi. Un'altra storia vera, questa volta del giornalista Gianluca Nicoletti. Un racconto dolce e denso della sua esperienza di padre di ragazzo autistico. Mi ha insegnato molto, in primis a voler bene al gigante Tommaso, e poi a cercare di evitare di fare figure barbine esprimendo opinioni su situazioni che potrebbero essere molto diverse da quello che sembrano.
Poi ho letto l'ultimo libro di Banana Yoshimoto (che tra parentesi quest'anno compie 50 anni, da non credere), Andromeda Heights. Non mi ha lasciato molto, tocca dirlo, ma quelle ore di lettura sono sempre una piacevolissima immersione nel delicato silenzio giapponese. Inoltre mi ha aiutata a maturare la consapevolezza che in una qualche fase della mia vita, non questa, vorrò entrare in relazione stretta con le piante.
E poi a proposito di piante ho letto un vecchio libro, L'uomo che piantava gli alberi, qui proprio l'edizione che ho in casa.
E' la storia (non vera, putroppo, ma l'ho scoperto solo qualche minuto fa, mi è piaciuto a lungo pensare che lo fosse) di un uomo che piantava alberi tutti i giorni trasformando il deserto in foresta e l'aridità umana - anche quella di chi lo legge - in speranza vera. Molto molto molto consigliato.
Adesso sto aspettando che mi arrivino i libri che ho ordinato.
Uno è la biografia di Carlo Maria Martini, figura che sento molto vicina così a pelle e della quale voglio sapere di più.
Un altro è In fuga, di Alice Munro. L'ho scelto perché l'autrice è una degli scrittori preferiti del mio adorato Jonathan Franzen. Lei è pure il Premio Nobel 2013 per la letteratura, cent'anni dopo Rabindranath Tagore e cinquanta dopo Giorgos Seferis.
Vi terrò informati.
Restate in ascolto, non passeranno altri sei anni.
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