lunedì, gennaio 19, 2015

Tutto quanto accade una volta potrebbe non accadere mai più...

Tutto quanto accade una volta potrebbe non accadere mai più... Ma tutto quanto accade due volte accadrà certamente una terza.

Mi viene in mente questa citazione mentre vado a controllare quante volte ho parlato di Mango in questo blog. Due.
La prima il 18 aprile 2006, quasi nove anni fa. Stavo cercando di dimenticare l'uomo sbagliato e ascoltavo distrattamente Mango. Con il nodo alla gola, con la lacrima sempre pronta, con la distrazione della primavera, con i dubbi dell'amore, con la voglia di farcela e la paura di non farcela. Quei periodi che dopo ricordi con dolcezza, forse perché in fondo quello struggimento ha un suo fascino intrinseco, almeno per i masochisti come me.
E Mango c'era.

Comunque, mentre il mio cuore fa le bizze, e le mie orecchie ascoltano, distratte, Mango, e con K. stiamo organizzando a suon di email un viaggetto in Istria per distrarci, e visto che non è serata per altre cose, facciamo che vi racconto un po’ di questo libro

Per la cronaca:
Niente Istria con K., che vedo solo su Facebook e potrei farne tranquillamente a meno, il mio cuore non fa più le bizze, laggiornalista non racconta quasi più dei suoi libri. 
Felici sono solo gli scemi, diceva qualcuno, ma io assaporo comunque con pienezza questa parentesi, spero eterna, della mia vita.


La seconda citazione di Mango è del 5 settembre scorso.

Infine, ecco la mia canzone del giorno, Scrivimi. Amata ai tempi di Nino Bonocore (correva l'anno 1990) e adorata nella versione mediterraneamente stupenda di Pino Mango. I brividi ogni volta che la sento, una nostalgia incredibile per i miei anni verdi e felici e per l'emozione che partiva quando Nino cominciava con "E se non avrai da dire niente di particolare, non ti devi preoccupare, io saprò capire" e quel "perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto" che per tanti anni è stato, maledettaamme, il mio credo. Mai accontentarsi di un semplice saluto, soprattutto da parte di chi non ci ama. 


La morale di nuovo quella, mai accontentarsi di chi non ci ama. La lezione ogni tanto me la devo ripetere, perché la vita - anche a voler guardare oltre gli amori - è piena di persone che possiamo scegliere di tenere accanto a noi o di allontanare.
Io cerco di allontanare quelle sembrano portarmi negatività, malignità. Anni e anni di letture di Banana Yoshimoto e ho imparato a riconoscerle, a volte dopo un poco, spesso subito. 

Mi è venuta in mente quella volta oltreoceano che giravamo per la città ed io ero chiusa nel bagagliaio di una Smart perché eravamo in tre.
E avevo costretto l'amico che ci ospitava a bordo ad ascoltare Mango. E Mango cantava e io cantavo piano per non coprirlo e rovinare tutto e mi godevo la musica, la mia piccola trasgressione, l'aria fresca dell'estate nordamericana e traducevo i passaggi più belli, l'acqua è azzurra almost blue. Ora non potrei più farlo senza piangere. 
E mi vengono in mente gli Stadio:

mi manchi gia'
sento i tuoi passi mentre scendi le scale
piu' te ne vai
e piu' io sento il mio dolore che sale...


Mango era di quelli che sapevano esserci al momento giusto. Mi manca già, mi è mancato da subito. 
Il mio primo ricordo di Mango risale ai tempi di Sanremo 1987. Seguivo il Festival alla TV e contemporaneamente lo registravo dalla radio su una cassetta. Che tempi. Mango cantava Dal cuore in poi, Fiorella Mannoia Quello che le donne non dicono, Nino Bonocore Rosanna, Albano e Romina Nostalgia Canaglia, Luca Barbarossa Come dentro un film, Dori Ghezzi E non si finisce mai.
Vinsero i tre di Si può dare di più, e nella notte venne dato l'annuncio della morte di Claudio Villa. Albano per il dispiacere steccò.
Me lo ricordo come fosse ieri. E invece è quasi trent'anni fa. Meglio non pensarci.


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