sabato, maggio 17, 2008

L'altro giorno M. mi ha scritto per segnalarmi il blog studioillegale.splinder.com e, già che era in tema, per chiedermi notizie del mio, di blog.

Ho un blog anch'io.
Anzi a essere onesti ne ho due: questo e un altro che praticamente nessuno conosce e che non ho quasi mai aggiornato.
Anzi, a essere veramente onesti ne ho uno, l'altro non conta (come dicono le mogli beccate con l'amante).

Ho un blog anch'io. Me lo dico con lo stesso tono con cui dirò "Ho una ruga" quando fra dieci anni mi guarderò allo specchio accendendo tutte le lampadine.
L'aggiornalista comincia ad avere i suoi anni, e io lo amo follemente, gli sono molto affezionata e gli sono grata di avermi sottratto alla solitudine e alla disperazione di certi momenti. Ora leggo quella che ero uno, due, tre, quattro, cinque anni fa e scopro la strada che ho fatto, le occasioni che ho mancato, gli errori che non posso perdonarmi, i difetti ai quali occorre porre rimedio prima che sia veramente troppo tardi. Tanta vita in un blog, tanta vita nei libri.
Nei pochi momenti di lettura impegnata di questo periodo mi sto dedicando a capire qual è il mio rapporto con lo straniero. Il tema è piuttosto caldo e lo è anche per me.
La domanda a cui vorrei trovare risposta, cercandola nei libri e dentro di me, è: qual è il punto di incontro tra giustizia e amore? Tra legalità e solidarietà?
Io credo di intuire la risposta, ma non riesco a darle una forma.
Buon sabato sera.

Nessun commento: