lunedì, agosto 14, 2006

Muore in guerra il figlio di Grossman.
Di un suo libro, e in particolare di un racconto incentrato sul dialogo tra padre pacifista e figlio militare, avrei dovuto parlarvi al mio rientro.
Quel libro e' qui, in viaggio con me.

A presto.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi è piaciuta la tua recensione del libro di Cheever su internetbookshop e, naturalmente, mi è piaciuto pure Cheever (avevo letto anni addietro Ballata).
Non si giustificano le tue lusinghiere parole per Grossman, la Yoshimoto e, miodio, Coelho.
saluti
Baton

Anonimo ha detto...

Credo che non sia strettamente necessario giustificare un'opinione mai, figuriamoci quando si parla di libri. De gustibus non est disputandum, no?
A te cosa piace?
l'agg

Anonimo ha detto...

Già, vero. Cosa mi piace? oddio, la domanda è un pò vaga...a grandi linee direi russi e francesi dell'800, americani e qualche italiano del novecento; al bando tedeschi e sudamericani. con tutte le eccezioni del caso, naturalmente. Comunque quelle di Coelho son braccia levate all'agricoltura.