Ammazza che serata, ragazzi!
Che fatica l’amor!
Comunque, mentre il mio cuore fa le bizze, e le mie orecchie ascoltano, distratte, Mango, e con K. stiamo organizzando a suon di email un viaggetto in Istria per distrarci, e visto che non è serata per altre cose, facciamo che vi racconto un po’ di questo libro, che ha fatto sorridere chi me l’ha visto in mano (“ma che diavolo ti sei comprata?”, “ma cosa ti sei messa a leggere adesso?”, “e questa che roba è?”)
Autore: Raffaella Malaguti
Titolo: Le mie cose
Editore: Bruno Mondadori
Prezzo: € 13
“Le mie cose”: una delle tante perifrasi per nominare loro, le innominabili mestruazioni.
Ormai si parla liberamente di tutto, di soldi, di sesso, di tradimenti, di violenze, persino di emorroidi, ma l’unico fenomeno che accomuna veramente tutte le donne in età fertile, il ciclo mestruale appunto, è un tema non ancora sdoganato.
E non tanto dagli uomini (che anzi, devo dire nel mio piccolo, mi pare abbiano fatto passi da gigante), quanto proprio da noi donne.
Che non le chiamiamo mai per nome, che estraiamo un assorbente dalla borsetta con l’aria furtiva del ladro che sta per scassinare una porta, che soffriamo in silenzio e ci vestiamo in modo diverso solo perché siamo in quei giorni.
Raffaella Malaguti affronta tutto questo senza grande rigore ma con la dovuta ironia, e ci offre anche informazioni storiche, culturali, economiche e di costume sul mondo che gira intorno a questo pianeta, è proprio il caso di dirlo, rosso.
Il saggio non è un capolavoro nemmeno nel suo genere, ma dal momento che l’argomento è così poco esplorato eppure tanto interessante e utile per la sopravvivenza di entrambi i generi, vale la pena di darci un’occhiata.
N.B. Naturalmente la proletaria che è in me rileva che il libro non è proprio a buon mercato. La biblioteca dell’aggiornalista, come sapete, è a vostra disposizione, se la conoscete almeno un po’ :)
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