venerdì, settembre 17, 2004

Lo so che c'è un po' di gente, che si connette spesso e volentieri, che aspetta un post come si deve.
Purtroppo negli ultimi tempi ho dato molto, troppo anzi, e quindi non ho più idee. Sto leggendo un libro di cui non parlerò mai per non farvi addormentare davanti al monitor così come io mi addormento sulle sue pagine.
Infatti vorrei abbandonarlo e passare a "Le correzioni" ma ho pensato che se non lo finisco adesso non lo riprenderò mai più in mano.
Quindi, pazientate.

In questi giorni ho regalato ben tre libri. Io che ho deciso di non regalare libri ne ho regalati tre. Due a un lettore dell'Aggiornalista, peraltro due libri raccontati su questa pagina. Una vera vergogna. Come uno scrittore che regalasse i suoi libri. Un po' patetico.
Il terzo libro l'ho regalato a uno dei miei amici più cari, forse il più caro (non sono brava a fare classifiche) cui non ho mai rivelato l'esistenza di questo blog che so che leggerebbe avidamente. Si arrabbierebbe se gli dicessi adesso che ho aperto un blog più di un anno fa senza comunicargli nulla. Mi sento molto colpevole. Magari glielo dirò domani, così verrà subito a leggere cosa combina la sua amichetta. Magari non glielo dirò mai, che è meglio. Tanto per lui faccio recensioni personalizzate. Il mio libro a quest'ora starà viaggiando sulla Francia. Vorrei essere in sua compagnia, e risvegliarmi domani al caldo e farmi accogliere dal dolce abbraccio di un amico di una vita. Quando aprirà la busta, troverà qualcosa da leggere in italiano - cosa che ormai odia fare e che gli causa le mie prediche: "sei italiano, perché fai così?"- da un italiano che parla in italiano ma racconta un'altra terra.
I miei libri che prendono l'aereo, mentre io sto qui. E' così strano.
Su un segnalibro trovato in libreria almeno una dozzina di anni fa lessi questi versi di Emily Dickinson: "Non esiste un vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane". Oggi i libri prendono l'aereo (oltre a navigare su internet) e noi stiamo, per troppo versi, fermi. Come cambiano le cose.

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