Ecco qui, finalmente, anche Il piacere di soffrire. Potrei, a parte le dotte citazioni che non mi sarebbero mai venute in mente, averlo scritto io!
Prima di lasciarvi in compagnia di questa frettolosa e per questo abbastanza penosa nota domenicale, vorrei ricopiarvi un passo che de Botton dedica alla lettura:
Di rado i libri si rivolgono ai lettori con la franchezza che può avere un interlocutore in carne e ossa; vi sono tuttavia alcune opere che sembrano "parlarci". Invece che farci fare viaggi missilistici atttraverso buchi neri, esse tralasciano i piaceri del viaggio intergalattico per tracciare stati d'animo e situazioni di dimensioni più umane e personali. Un primo bacio, il desiderio, la luce di una fredda giornata d'autunno, l'isolamento sociale, la gelosia, la sensazione della noia - tutto ciò può offrirci, per mano di un autore abile e onesto, una sensazione simile a uno shock da autoriconoscimento. L'autore ha trovato le parole per prefigurare una situazione che pensavamo di essere i soli a conoscere e, come un amante che trepida nello scoprire ciò che ha in comune con l'altro, il lettore può trovarsi a chiudere il libro ed esclamare: "Mio Dio, qualcun altro sente ciò che sento io! Pensavo di essere il solo ad avere la sensazione di..." E per un breve momento, seduto in un vagone ferroviario che avanza sferragliando per la campagna buia o in aereo durante un volo notturno, il lettore sentirà la propria solitudine alleviarsi. Egli capirà di essere legato a un corpo più ampio del suo, l'umanità, e troverà un improvviso afflato di simpatia per gli altri passeggeri e per tutti quelli che prima ha tenuto alla larga come sconosciuti - esaltandosi per un momento all'idea che le somiglianze fra sé e gli altri abbiano maggior peso delle differenze.
IL PIACERE DI SOFFRIRE (THE ROMANTIC MOVEMENT)
Autore: Alain de Botton
Titolo: Il piacere di soffrire
Editore: Guanda
Prezzo: € 7,50
Alice ha venticinque anni, vive a Londra ma prima di arrivare in Inghilterra ha girato il mondo con la famiglia. Carina anche se non bellissima, colta e aperta a tutto, cerca un fidanzato. Ma non uno qualunque, no no: ne vuole uno che sappia veramente prendersi cura di lei, che costituisca la sua ragione di vita. Che ci sia sempre, e soprattutto quando lei si sente più fragile, e che sappia costruire con lei un rapporto senza ombre né sbavature.
Eric di anni ne ha trentuno, è londinese da cinque generazioni e, pur non essendo niente male, ama vivere nel suo mondo, chiuso entro i confini della sua città e della sua cerchia di amici storici.
I due si incontrano ad una festa e cominciano una storia in qualche modo senza pretese. Secondo lui. Eh, già, perché lei, nonostante non lo ammetta fin dall'inizio a se stessa, non si può proprio dire che non si aspetti nulla da Eric.
Iniziano così un rapporto che, pur durando più di un anno, ha dei grossi limiti. Lui è potente, nella coppia, e lei no. Lui detta i ritmi, lei li rispetta.
In amore il potere nasce dalla capacità di fregarsene. Sono forte in amore quando tu dici che stai bene con me e io posso permettermi di non notare che sto cambiando argomento per parlare dei programmi televisivi serali. A differenza che in altri campi, il più forte in amore è quello che non ha progetti sull'altro, non vuole e non ha bisogno di niente. Poiché l'amore tende alla comunicazione e alla comprensione, chi blocca il processo cambiando argomento o richiamando al telefono due ore dopo esercita subito e senza sforzi un potere tremendo sul più debole, sul più affidabile e bisognoso, commenta De Botton.
Insomma, vita dura per la nostra coppietta: lei vuole qualcosa che lui non solo non sa darle, ma non sa nemmeno cosa sia, e questo la frustra e la agita.
Eric diceva spesso ad Alice di rilassarsi, specialmente quando era lui la causa che impediva ad Alice di farlo. La parola non era scelta a caso. Eric avrebbe potuto dire: "Calmati..." ma calmarsi implicava un elemento di responsabilità, che il suggerimento di rilassarsi evitava. La persona che si calma è in qualche modo legittimata a essere agitata, mentre la persona a cui si dice di rilassarsi è implicito che abbia una reazione eccessiva a qualcosa di oggettivamente innocuo - soprattutto quando l'ordine è dato con un enfasi sulla seconda sillaba, e l'allungamento condiscendente della a.
Saprà Alice scappare da una cosa che credeva amore ma non lo è, o si adatterà, come certe sue amiche, a una storia che non le basta ma che quanto meno non la farà più stare da sola?
Alain de Botton prende anche questa volta una vicenda quotidiana e più comune che mai per metterla sotto una lente di ingrandimento e vivisezionarla. La trasforma poi in una sorta di archetipo e la commenta alla luce delle sue conoscenze di storia e filosofia, letteratura e psicologia.
E' così che un romanzo diventa quasi saggio: a trarne beneficio è, ancora una volta, il lettore che, sentendosi chiamato in causa, ne approfitta per fare un check up alla sua vita.
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