mercoledì, marzo 24, 2004

UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARO' MAI PIU'

Autore: David Foster Wallace
Titolo: Una cosa divertente che non farò mai più
Casa Editrice: Minimum Fax
Prezzo: 10,33 euro

La cosa divertente che Il protagonista nonché autore del libro, il giornalista David Foster Wallace, ha fatto e non farà mai più è una crociera extralusso ai Caraibi. Per lui rappresenta nientemeno un viaggio di lavoro, dal momento che la sua missione è infatti quella di realizzare un reportage su questa tipologia di vacanza e sui signori che la scelgono (per lo più abitualmente).
Per il giovane e anticonformista inviato, tutto ciò non rappresenta certo il realizzarsi di un sogno come potrebbe essere per molti altri comuni mortali ma, come si suol dire, fare il giornalista è comunque meglio che lavorare, e questa volta l'occasione è senza dubbio ghiotta.
E' dunque così che ha inizio la settimana di Wallace a bordo della Nadir: con più curiosità professionale e umana che entusiasmo.
Egli prende nota e memorizza tutto, ma proprio tutto, ciò che vive e osserva, e ci riporta con brio una descrizione della vita di crociera, descrizione che nulla ha a che vedere con il dépliant illustrativo della vacanza, ma che riflette in toto la genialità di chi scrive.
Mentre si può facilmente immaginare anche senza leggere il libro che chi butta tremila dollari in sette giorni di crociera pretenda di essere viziato, servito e coccolato ventiquattr'ore su ventiquattro, uno sforzo in più è richiesto al lettore per accettare che sulla nave esista del personale incaricato a cambiare il telo-mare di ogni persona che sta prendendo il sole ogniqualvolta questa si alzi, fosse anche per stirarsi un secondo. Sono molte e divertenti le osservazioni di Wallace, grazie anche al suo stile fresco e colloquiale e al suo spirito d'osservazione quasi poliziesco.
Ma se il divertimento è l'ingrediente prevalente di questo libro, esso non è senz'altro (e per fortuna) l'unico. Scrive l'autore infatti: "A bordo della Nadir, soprattutto la notte, quando il divertimento organizzato, le rassicurazioni e il rumore dell'allegria cessavano, io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione, uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte".
Già: l'esperienza della crociera, con le sue mille e una attività programmata, è letta quindi in una chiave insolita: un modo per sentirsi vivi, giovani e amati anche se si è patetici, vecchi e in compagnia di puri estranei, come se la presunzione di essere quello che non si è più, o che tragicamente non si è mai stati, bastasse a rimandare il nostro appuntamento con la morte. Un dramma da non sottovalutare.

Un'osservazione, infine, su una particolarità del libro: l'uso esasperato delle note a pie' di pagina, talmente lunghe da costituire una sorta di libro nel libro. E' questa una trovata dell'autore per fornirci i suoi pensieri più soggettivi senza per questo intaccare la destinazione descrittiva dell'opera.
"Una cosa divertente che non farò mai più" è un'ottima lettura per tutti.
Per chi vuole ridere- a volte persino con le lacrime agli occhi- e per chi ha il dubbio- senz'altro ancora latente- che la propria esistenza somigli un po' troppo a una crociera.
Lo comprerete tutti, non ci sono dubbi, per ridere un po', e vi riconoscerete, non ci sono dubbi, nella compagnia di coloro che sono in vacanza dalla propria vita. E non ci sarà più tanto da ridere!

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