martedì, febbraio 06, 2007

Ieri sera riflettevo su questo fatto, che avrei voluto fare l'artista, cosa di preciso non lo so, ma avrei voluto fare la vita dell'artista, che non ha il pensiero di andare in ufficio, che ha tempo per leggere, per prendere lezioni di canto e di chitarra, di fare un viaggio nei mesi in cui viaggiare costa meno, andare in Romania in cerca di stimoli culturali, conoscere da vicino i miei idoli.
E invece no.
Tutto sommato anche fare l'aggiornalista non sarebbe stato male, e sarebbe stato abbastanza facile, visto che con la punteggiatura me la cavo benino.
Upf, che brutti i pensieri delle 18.32.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Era tanto che non passavo da queste parti. Ma è tanto che non faccio un sacco di cose che non faccio da tanto tempo. Tipo che mi manca, per necessità, l'andare in ufficio. Ma insomma, prima o poi in ufficio ci tornerò: per ora eccomi qua zitto zitto nel cuor della notte, zitto zitto per non svegliare l'aggiornalista che dorme. E sono contento di tornare ogni tanto da 'ste parti, che 'ste parti ci siano sempre. Ma finiti i salamelecchi entro nel merito. Sono un artista, qualunque cosa voglia dire: quando scrivo un racconto o un romanzo lo faccio per dare luogo a qualcosa che mi piaccia più di tutto il resto che c'è, per me l'arte vuol dire questo, e la definizione mi contenta. Così, avendo qualche libretto che ho scritto io, ho qualche libretto che avrei tanto voluto leggere e prima non c'era, in sostanza. Allo stesso tempo, in nove mesi interminabili, davvero interminabili, di disoccupazione, ho avuto modo d'invidiare chiunque altro, ma proprio chiunque altro: la panettiera, l'uomo dell'Italgas che m'è venuto a sistemare la caldaia, ciascuno di quelli che vedo uscire da un grande call center che sta qui vicino casa, i dialoghisti di Un posto al sole, un tassista, Ambrosini (il calciatore del Milan), due tizi che hanno sistemato una crepa del palazzo di fronte con l'elevatore idraulico, Aldo Busi, Maria Luisa Busi, la sorella di un'amica mia, Luxuria e Giovanardi, gli agenti immobiliari, gli agenti della squadra mobile.
Potrei continuare. E dire che sono un artista. E un giornalista. Niente viaggi fuori stagione, però, per l'amico FZ: l'unico viaggio l'ha fatto, per il momento, Come sopravvivere ai francesi, che il 5 aprile è uscito in Francia in lingua francese. Insomma, io scrivo, e poi viaggiano gli altri, mannaggia alla miseria. Però non mi lamento, questa cosa di fare a modo una cosa che non aveva fatto nessuno (es. romanzo) è vero che mi dà contentezza, ma non vorrei che mi desse consolazione, ecco. Saluti e baci, Za' Za'

l'aggiornalista ha detto...

Leggo sette anni dopo questo commento, gosh!