Oggi volevo fare una giornata tipo: per metà sciata in compagnia e per metà sdraietta al rifugio col libro in mano, ancora Chiamalo sonno, per vedere di finirlo, visto quant’è bello e quanto bisogno ho io di fermarmi a pensare un po’ a me stessa, a cosa sono, a cosa voglio diventare, a cosa voglio fare di me stessa e per me stessa. Un bisogno infinito di tutto ciò, e una incapacità totale di dare la precedenza a quello anziché all’ultima-discesa-e-poi-giuro-basta.
E così sono qui con la mia paranoia cui non riesco a dare un nome, duecento pagine da leggere presto e, naturalmente, le gambe dure.
Buonanotte, pazienti lettori.
Nessun commento:
Posta un commento