Innanzitutto buon anno, miei cari lettori!
Ieri ero in auto con L. e tra le altre cose, abbiamo parlato di libri: libri preferiti, l’ultimo libro letto, l’archiviazione dei libri in casa.
Due le cose, di quelle che ha detto L., che mi stanno facendo riflettere. Vorrei condividerle con voi, perché non mi è ancora chiaro se concordo con lui o meno.
Eccole (le riassumo spero senza snaturarle):
- un uomo che ami la lettura nella vita riuscirà a leggere millecinquecento libri: com’è possibile che uno perda tempo con uno Stephen King quando là fuori ci sono i giganti alla Dostoevskij che aspettano;
- non capisco come si possa dire che Dostoevskij o un altro romanziere è pesante: che significa che uno scrittore è pesante?
Io credo si debba trovare un equilibro tra classici e nuovi romanzi di autori che non sono (ancora) passati alla storia.
Ma sul fatto della pesantezza, beh, una risposta non ce l’ho, una che stia in piedi, intendo.
Mi aiutate?
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