domenica, aprile 24, 2005

Autore: Tina Spacey
Titolo: A spasso sul Google taxi
Editore: CooperPrezzo: € 15

Tina Spacey si occupa di grafica nella redazione di una rivista e “A spasso sul Google taxi” è il suo diario, nel quale racconta la sua vita ordinaria come se fosse un susseguirsi di sorprese, di intuizioni, di scoperte, una lunga partita a Monopoli, con investimenti giusti o sbagliati, imprevisti e probabilità.
Ogni elemento della sua quotidianità ha un qualcosa di unico e, per questo, di imperdibile.
C’è un computer, il quale non è un banale computer ma Lovely Mac, che esprime pensieri e prova emozioni.
C’è Miss Sara Cinesca, la saracinesca di un negozio di frutta e verdura che si fa trovare sempre abbassata quando Tina esce dal lavoro (per forza, esce sempre tardi!) e la guarda “col suo solito sguardo metallico orizzontale”.
Ci sono Brando il cane gigante, “in grado di produrre energia solo con il respiro”, e Loreto il pappagallo che guarda troppo la tv (la BBC, per la precisione).
E poi ci sono tutti gli amici, i parenti e i colleghi, dalla sorella C col suo aitante fidanzato al professor Roman e, ancora, il fidanzato Himalot (ribattezzato così perché Tina va in giro ripetendo la frase “I like him a lot”) e l’amico inglese Adam che, come Schumacher, ci mette una vita a imparare l’italiano.
Non solo ogni episodio della vita di Tina ha un che di magico e sensazionale, ma spesso e volentieri accadono fatti incredibili che solo lei vede o, meglio ancora, che solo lei, da attenta osservatrice quale è, sa vedere: “Ho visto una rana attraversare l’incrocio del viale della Regina Margherita. La rana è scesa dal tram: aveva pressappoco quindici anni e una borsa da calcetto” o “Ieri sera, per le scale, incrocio questo barbagianni dall’aria cordiale e un didgeridoo legato alle zampe: ‘Mi scusi’, mi dice con un leggero accento inglese, come se avesse una cannuccia infilata nel naso. ‘E’ qui che si tiene il corso serale di musica aborigena per rapaci?’”.
E ancora, Tina sa vedere il lato poetico anche nelle cose più banali, facendo paragoni un po’ strampalati ma comunque efficaci: “Oggi scade la mia insalata. Considerato che è stata tagliata, lavata, asciugata e impacchettata solo ieri, la sua vita non è molto più lunga di quella di una farfalla”.
E infine, Tina padroneggia perfettamente le nuove tecnologie e le sa applicare, nel suo mondo tanto immaginario quanto futuribile, a ciascuna delle azioni più normali e tradizionali: è così che ad esempio ordina per data di scadenza i cibi presenti nel suo frigo giallo parlante.
La lettura di “A spasso sul Google taxi”, libro peraltro piuttosto curato, è davvero spassosa.
Tina Spacey non è certo una scrittrice, questo è onesto precisarlo, ma questo volume sarebbe bello che i sindaci delle metropoli italiane lo regalassero a tutti i nuovi iscritti all’anagrafe, neonati o immigrati che siano, con una dedica: “Benvenuto in questa città: è caotica, sporca e spesso ingrata. Gli automobilisti non si fermano per far passare i pedoni, troverai i negozi chiusi proprio quando ti serviranno aperti e ti sembrerà di non avere mai il tempo necessario per fare tutte le cose che vorrai. Ciononostante, davanti a te hai due possibilità: arrabbiarti ogni secondo che passa o vivere felice e stupito come Tina Spacey. Questa seconda opzione richiede qualche sforzo iniziale in più, ed è per questo che il tuo Sindaco* ha pensato di farti dono di questa preziosa guida. Ora, però, la scelta tocca a te!”.


* adesso che non c’è più il Ministro Sirchia a spedire volumetti a casa.

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